Un asino per educare, divertire e curare

Dopo anni di oblio l’asino è ritornato ad attirare nuovi interessi.

Riposta per sempre la preminente funzione di coadiutore del contadino ( anche se, in verità, alcune aziende agricole di grande sensibilità ecologica lo utilizzano ancora in alternativa ai mezzi meccanici) è stato rivalutato negli ultimi anni come importante supporto alla educazione ambientale, al turismo responsabile ed infine alla cura delle disabilità e delle intolleranze alimentari nei neonati. (…..)

La rivalutazione di questo animale, che ha accompagnato per più di 5000 anni la storia dell’uomo, è stata ottenuta attraverso l’azione insistita di alcuni operatori che nell’ultimo decennio hanno reagito con appassionate iniziative di sensibilizzazione e di promozione nelle scuole, nelle feste, nei convegni ed ovunque il messaggio di “resurrezione” poteva suscitare interesse o curiosità.

Fra questi promotori dell’asino, in primissimo piano, c’è stata e c’è tuttora “Aria Aperta”, una azienda ben conosciuta che specie nelle province di Reggio e Modena ha svolto una importante funzione di sostegno alla affermazione dell’asino come “mediatore” per avvicinare i bambini alla natura, gli adulti alla fruizione equilibrata dei beni naturali e genitori alle terapie assistite con gli animali. Fra le varie cose, vi è da evidenziare che l’asino, se conosciuto e se considerato non più come oggetto, strumento, ma come soggetto, ovvero come individuo con capacità emotive e di relazione, può donarci una strada per “guarire” dalle nostre malattie. Curare con l’asino significa sovrapporre le caratteristiche che possiede l’animale con le necessità che l’individuo umano normalmente esprime in un momento di disagio, sia fisico che psicologico e cognitivo. Coinvolto in attività da svolgere con le persone, mediate da operatori qualificati, l’asino può diventare il “trasduttore” ovvero l’elemento che converte le emozioni da una forma negativa ad un’altra, in modo che queste possano essere rielaborate dall’individuo in direzione tendenzialmente positiva.

“Aria Aperta” in questi ultimi anni ha concentrato in modo particolare l’attività nel nostro territorio e riteniamo che ciò possa essere un fatto che può aiutare a creare nuove opportunità per sviluppare un “rispetto” reggiano per l’asino che può portare ad utilizzare in forma utile e gradevole le esperienze accumulate, ossia a poter concepire che gli asinelli possano diventare, in qualche caso, compagni di giochi, di scoperte e di terapie per piccini e grandi della nostra città.

                                                         Edi Righi

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