Spese militari, una scelta sbagliata, un immane spreco

Nei primi mesi del 2012 si è vista in Italia una larga mobilitazione al fine di mettere uno stop alla costruzione degli aerei caccia bombardieri nucleari F35 e più in generale alle spese militari, che hanno visto attive la campagna Sbilanciamoci, la Tavola per la pace, la Rete Lilliput e Unimondo, con manifestazioni nelle piazze italiane e la consegna di migliaia di firme al Governo Italiano. (…..)

Governi di destra e di centro sinistra e ora quello “tecnico” di Monti si sono alternati, dal 1998 ad oggi, al programma di acquisto di questi aerei che costano 130 milioni di dollari l’uno e che saranno consegnati entro la metà del 2013.

La base militare siciliana di Sigonella sarà, entro il 2017, per la sua centralità nel Mediterraneo, il più importante Centro di comando Nato e la capitale mondiale dei velivoli senza pilota, per un nuovo Sistema di sorveglianza terrestre al fine di individuare gli obiettivi e dirigere i bombardamenti dei caccia.

Le scelte di guerra degli ultimi vent’anni (Balcani, Medio Oriente, Somalia, Irak, Afghanistan, Libia) non hanno certo migliorato le sorti e la sicurezza nel mondo, mentre s’ intravvedono all’orizzonte altri possibili interventi (Iran, Siria).

L’industria bellica non è mai in recessione, anzi incrementa il PIL nazionale!

Ma, secondo Legambiente, per ogni posto di lavoro creato dalla industria militare se ne possono creare tre con gli stessi soldi. Ricordiamo che con 17 miliardi di Euro (il costo di 131 caccia F35) si potrebbero mettere in sicurezza 14 mila scuole italiane ancora oggi prive di norme antincendio, antisismiche e di staticità, attivando così 30 mila posti di lavoro; con il costo di un solo caccia-bombardiere F.35 (oltre 100 milioni di Euro) si potrebbero aprire 143 asili nido e dare lavoro a oltre duemila educatrici.

E’ difficile trovare sulla stampa notizie su questi temi, spesso sottaciuti con buona pace della informazione ai cittadini che si vedono invece pesantemente taglieggiare i servizi essenziali come scuola e sanità, per non parlare della ricerca e della cultura. Registriamo con piacere che il Consiglio Comunale di R.E. ha votato per l’azzeramento del programma di acquisto degli F35 e per destinare le risorse risparmiate a iniziative di pace e sociali.

Anche la nostra Associazione, in sintonia con la forte tradizione ecopacifista del movimento ambientalista, vuole dare un contributo al fine di allargare la conoscenza su questi temi, presentando alcuni dati e due autorevoli scritti di Alex Zanotelli e di Gino Strada che sono intervenuti durante l’ultimo conflitto in Libia, cui l’Italia ha partecipato mettendo a disposizione basi militari e bombardieri, in aperto contrasto col dettato costituzionale.

 Giovanna Boiardi

F 35

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