SI’ AI REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO

Non sappiamo ancora se il 12 e 13 giugno si terranno i referendum contro la privatizzazione dell’acqua e contro la scelta della tecnologia nucleare per produrre energia elettrica.

Nel caso in cui i referendum venissero confermati, l’Associazione Il Gabbiano sostiene il Si’ ai 2 quesiti relativi all’acqua ed al terzo contro la realizzazione di impianti per la produzione di energia nucleare.

Il significato e soprattutto il valore (…..) concreto che questi referendum assumono per la vita degli esseri viventi è molto chiaro. La privatizzazione della gestione dell’acqua renderebbe questo alimento, libero in natura e necessario come l’aria, soggetto alla mercificazione. Non intendiamo togliere legittimità al profitto ottenuto con la invenzione e creazione di nuove imprese, ma l’acqua è un bene sociale il cui valore non può ricondursi alle convenienze degli investitori privati per determinare il suo prezzo.

Per la produzione di energia elettrica attraverso impianti nucleari si rischia  la perdita di controllo dell’energia atomica. Le tre grandi catastrofi accadute con l’uso  pacifico dell’atomo, la prima negli USA, la seconda quando c’era ancora l’Unione Sovietica, la terza in Giappone nel 2011, hanno provocato una contaminazione radioattiva dell’ambiente e delle conseguenze mostruose sulla salute degli esseri umani.

I quesiti referendari pongono al popolo italiano delle precise opzioni su questioni di grande importanza.

Il Governo Berlusconi di fronte agli ultimi sondaggi che davano al 60% la partecipazione al referendum, ha pensato bene di farli saltare con un primo emendamento per cassare la normativa che prevedeva la costruzione di centrali nucleari in Italia. Sulla privatizzazione dell’acqua c’è stata una dichiarazione del Ministro competente che va nella stessa direzione. Non sono soluzioni dei problemi ma solo il loro rinvio. Noi non siamo affatto certi che gli emendamenti governativi, se approvati dai due rami del parlamento, possano bastare a scongiurare il referendum. La decisione è di pertinenza della Corte di Cassazione però sappiamo già che la disciplina giuridica in materia, prevede che le norme atte a scongiurare i referendum debbano risolvere e non rinviare la soluzione dei problemi.

L’iniziativa del Governo è un gioco evidente per evitare che su materie così importanti si potesse esprimere il popolo italiano, una “turbata” che non scalfisce, anzi se possibile la rafforza, la volontà delle molte centinaia di migliaia di cittadini che hanno sottoscritto la richiesta di referendum.

Gianfranco Riccò

comitato-referendum-acqua-pubblica1

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