LA TERRA NON E’ INFINITA

Articolo di Leonardo Boff – 2006 (1)

L’espressione “sviluppo sostenibile”  usata per la prima volta nel 1972 nel rapporto Brundtlend dell’ONU, è stata adottata da tutti gli organismi internazionali e dai governi di tutto il mondo.

Tuttavia, fin dall’inizio è stata oggetto di critiche per la contraddizione fra i due termini che la compongono. La categoria di sviluppo  viene dall’economia reale, quella capitalista, l’economia basata sui mercati, oggi su scala mondiale. La logica interna di  questa economia è lo sfruttamento illimitato di tutte le risorse terrestri per raggiungere tre obiettivi (…..)  fondamentali: aumentare la produzione, espandere il consumo e generare ricchezza.

Questa logica implica un lento ma progressivo esaurimento delle risorse naturali, la devastazione dell’ecosistema e una considerevole estinzione delle specie nell’ordine di 3.000 l’anno, dieci volte in più rispetto al normale processo evolutivo. In termini sociali crea disuguaglianze crescenti  poiché sostituisce la cooperazione  e la solidarietà con una concorrenza feroce. Oltre la metà degli essere umani vive in miseria.

Questo modello presuppone la credenza in due infiniti. Il primo presuppone  che la Terra possieda risorse illimitate; il secondo che la crescita economica possa essere infinita. I due infiniti sono illusori. La Terra non è infinita, poiché è un pianeta piccolo, con risorse limitate, molte delle quali non rinnovabili. Oggi ci rendiamo conto che il pianeta Terra non sopporta pìù la voracità e la violenza di questo modo di produzione e di consumo. Il paradigma utilitaristico, devastatore e consumista imperante produce un tasso di iniquità ecologica e sociale insopportabile per la Terra.

La soluzione va trovata  in un nuovo paradigma di convivenza fra Natura, Terra e Umanità che garantisca la centralità della vita, mantenga la sua diversità naturale e culturale  e garantisca  il sostrato fisico, chimico ed ecologico per la perpetuazione  e l’ulteriore evoluzione.

E’ qui che si inserisce la questione dell’etica.. Oggi, come mai prima nella storia del pensiero, la parola ethos, nella sua accezione originale, ha acquisito attualità. Ethos, in greco, significa dimora umana, lo spazio di natura che riserviamo, organizziamo e curiamo per farne il nostro habitat.

Ethos è la casa comune, il pianeta Terra. Di conseguenza abbiamo bisogno di un ethos planetario.

Il fondamento di  questa nuova etica  è esposto in due documenti.

Il primo, la Carta della Terra, è internazionale  e venne assunto dall’Unesco nel 2000. Il secondo è stato approvato nel 2002 dai ministri dell’ambiente latino-americani e si intitola “Manifesto per la vita. Per un’Etica della Sostenibilità”.

Lo scenario di fondo è ben espresso nell’introduzione della Carta:”Le basi della sicurezza globale sono minacciate. La situazione è tanto urgente che obbliga l’umanità  a scegliere il suo futuro. L’opzione è formare un’alleanza globale per prendersi cura della Terra e gli uni degli altri “.

La nuova etica deve nascere da una nuova ottica, ossia: “L’umanità è parte di un vasto universo in evoluzione; la Terra, nostra dimora, è una comunità di vita unica. La Terra offre condizioni essenziali per l’evoluzione della vita; ciascuno condivide la responsabilità per il presente e per il futuro… La Terra, la vita e l’umanità sono espressioni dello stesso e immenso processo evolutivo  iniziato tredicimila milioni di anni fa e formano un’unica realtà complessa e diversificata.

La missione dell’essere umano, come portatore di coscienza, intelligenza, volontà e amore, è prendersi cura della Terra, essere il giardiniere di questo splendido giardino dell’Eden.

Questa missione deve essere risvegliata perché la Terra, la vita e l’Umanità sono malate e minacciate nella loro integrità.. Il risultato di questa etica è quello che ricerchiamo di più in questi tempi: la pace. Nella definizione che ne dà la Carta, la pace è “pienezza creata  mediante relazioni corrette con se stessi, le altre persone, le altre culture; le altre forme di vita, la Terra e con il TUTTO di cui siamo parte”.

   Leonardo Boff – 2006

Teologo e scrittore  e membro della Commissione internazionale per la Carta della Terra; esponente della “Teologia della liberazione” in America Latina. Fra i numerosi suoi scritti segnaliamo: Il creato in una carezza. Cittadella editrice.

Leonardo Boff

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Polenta e altre delizie nel tempio del sapere

Abbiamo mangiato proprio della buona polenta all’Università, e non solo quella ma tanto altro ancora: già, uno sente parlare di un convegno all’Università e magari gira al largo perché, che diamine, il sabato preferisce fare una vasca, andare per negozi, rilassarsi…e non immagina nemmeno quello che si perde.

Il convegno che si è tenuto sabato sulla terra come bene comune da difendere (…..) è stata un’ autentica botta di vita. Dopo il buffet con degustazione di vini e cibi buoni offerti da produttori locali, mi sono sentita invasa da un sentimento fraterno nei confronti di tutti i presenti e da una contagiosa allegria ma le sensazioni calde e confortevoli non si sono limitate al momento della convivialità. Le ore trascorse nell’ aula 2 sono state coinvolgenti e appassionanti anche perché gli argomenti trattati ci riguardano tutti molto da vicino.

Di che cosa si è parlato? Sono stati proposti modelli economici diversi da quelli dominanti nello sfruttamento della terra per la produzione di cibo. Le esperienze che sono state illustrate sono affascinanti e il bello è che si può facilmente usufruirne, si può verificarle in quanto appartengono a realtà vicine a noi: Modena, Mantova, Cremona, Milano!

Che cosa cercano di fare in queste realtà? E’ presto detto: cercano di trattare con rispetto prima la terra che ci deve nutrire, poi chi la lavora, infine chi acquista il cibo. Ripeto: rispetto e non sete di profitto a tutti i costi, infischiandosene della terra, dei lavoratori, dei consumatori.

E noi, sperimentando nuove pratiche partecipative, possiamo riprenderci il controllo del territorio e trasformare piccole porzioni di vita economica in modo sano che poi risulterà anche competitivo perché conveniente. Per realizzare tutto ciò è ovviamente necessario lavorare in rete ed inserirvi chi fa economia solidale.

Chi vuol saperne di più può agevolmente informarsi digitando semplicemente CONVEGNO TERRE DI REGGIO EMILIA e potrà anche trovare il modo di rifornirsi di prodotti a km.0 in cooperative locali, le stesse che ieri ci hanno deliziato rimpinzandoci generosamente con i loro prodotti sani.

polenta

Raffaella Savastano

E’ nata a Reggio Emilia la Rete Acqua Suolo

La Rete è nata all’interno di un progetto iniziato due anni fa da Laboratorio Terre con l’obiettivo di creare un Distretto di economia solidale, che ha costituito cinque tavoli progettuali e di lavoro: Rete Acqua suolo, finanza etica, energia, luoghi e mercati di scambio, relazioni, comunicazione, formazione. Rete Acqua suolo, finanza etica, energia, luoghi e mercati di scambio, relazioni, comunicazione, formazione.

Il progetto di RETE ACQUA SUOLO ha per obiettivo l’accesso, la difesa e la valorizzazione della Terra e di chi la lavora come strada efficace contro la cementificazione del territorio e per modelli di sviluppo nuovi. (….) Elaborazione di proposte e progetti per dare valore al bene pubblico, valorizzando i benefici per la comunità e proporre idee e valori.

La prima attività di rilievo che la Rete ha promosso è stato il convegno “Terre di Reggio” organizzato il 28 Gennaio 2012 presso l’università e che ha avuto un riscontro positivo da parte degli oltre 150 partecipanti. Il convegno ha fornito proposte ed esperienze concrete che occorre continuare a conoscere e con cui restare in rete; bisogna capire quali sono le priorità a Reggio Emilia per affrontare il tema “Accesso alla Terra”.

Vista la molteplicità di iniziative e di tematiche si sta cercando ora di far decollare tre gruppi di lavoro:

1° gruppo sulla mappatura dei terreni pubblici e non solo, coi seguenti obiettivi:

– Approfondimento della legge sulla privatizzazione dei beni demaniali di recente emanazione cercando di capire come Comune e Provincia di R.E. si stanno muovendo su questo tema e più in generale sulla vendita dei beni pubblici.

– Partecipazione alla rete regionale e nazionale “Accesso alla Terra” e promozione della relativa campagna di mobilitazione e sensibilizzazione.

– Compiere una prima mappatura di terreni a Reggio Emilia a partire da quelli pubblici e di enti particolari (bonifica…).

– Elaborazione di proposte e progetti per dare valore al bene pubblico (orti urbani, fattorie didattiche e terapeutiche, zone di riqualificazione ambientale e di socializzazione), e della valorizzazione della presenza contadina.

– Predisposizione di un documento di orientamento per aggregare altri soggetti sensibili in vista di un successivo confronto con i sindaci dei comuni della provincia interessati.

2° gruppo su formazione e informazione e contatti con altre realtà regionali e nazionali:

– Progettare percorsi formativi e di sensibilizzazione, nonché valorizzare le proposte già presenti sul territorio.

– Coordinare le attività reggiane legate al percorso Kuminda sul diritto al cibo di cui facciamo parte; in particolare ci si propone di promuovere un convegno-seminario che ragioni su come favorire la difesa della terra e della ruralità valorizzando esperienze concrete e innovative. Si è costituito a questo proposito un gruppo di lavoro tra Parma e Reggio su agricoltura e sovranità alimentare.

– Intessere relazioni con le esperienze e le reti italiane emerse nel convegno di Gennaio sull’accesso alla terra e sull’acquisto collettivo di terreni.

3° gruppo sullo studio delle problematiche giuridico – fiscali per esperienze di acquisto collettivo di terreni.

Si segnala che su queste ipotesi di iniziative si è avviato un rapporto con l’Assessore all’agricoltura della Provincia di Reggio che ha dichiarato la volontà di collaborare e di produrre sinergie con i progetti stessi che la Provincia sta promuovendo (bio-diversità, sostegno a giovani agricoltori e piccole imprese…).

Della Rete fanno parte il R.U.R.E. , WWF, Il movimento per l’acqua bene comune, La collina, Dinamica, Laboratorio terre, Il Gabbiano, Gruppi di acquisto solidale – G.A.S.

bene comune

2) Terre di Reggio Emilia

Nella festa dello scorso anno, all’interno del nostro giornalino, abbiamo resa pubblica la nascita della rete acqua suolo, una associazione che si doveva occupare di difesa della terra non edificata nella quale Il Gabbiano è parte attiva

Arduo e ambizioso compito che però non ha ridotto la capacità di sognare di coloro che hanno messo tanta passione in questa avventura.

Fortemente motivati dai dati sulla spaventosa urbanizzazione del Prg 99, che ha portato la cementificazione dal 16 al 24%  ridotto il territorio agricolo dal’   84 al 76 %  (…..) e dai dati del censimento agricolo che indicano una forte diminuzione delle aziende di piccole e medie dimensioni a favore dei grandi latifondi, hanno fatto una proposta.

Infatti a distanza di un anno dal convegno svoltosi all’Università di Modena e Reggio, nel quale sono state monitorate altre esperienze già esistenti, la Rete Acqua Suolo presenta un progetto operativo per Reggio Emilia denominato Terre di Reggio Emilia

Progetto complesso che richiede ampia illustrazione ma che può essere introdotto con pochi flash.

Si tratta di mettere insieme molte persone che con un modesto contributo dilazionato nel tempo consentano di far nascere una struttura, modello cooperativa a proprietà indivisa o similari,  che acquisti  terreni agricoli da mettere a disposizione di coloro che desiderano coltivare in modo naturale la terra per delle derrate alimentari sane, consumate a KM zero.

Struttura no profit i cui riferimenti principali sono sicuramente i GAS ( Gruppi di Acquisto Solidali) che possono garantire il ritiro dei prodotti ma anche vigilarne la qualità , la finanza Etica come supporto finanziario non speculativo , i produttori agricoli insediati nel territorio disponibili ad una agricoltura naturale , i disoccupati intenzionati ad utilizzare la propria forza lavoro per un modello di sviluppo basato sulla solidarietà anziché la competizione fra gli individui, i cittadini che desiderano un sistema economico rispettoso degli equilibri e che contribuisca al miglioramento della qualità ambientale anzichè all’inquinamento.

Una opportunità per tutti questi soggetti di sottrarre territorio non cementificato alla speculazione  e valorizzarlo dal punto di vista ecoproduttivo ricevendone in cambio benefici sulla qualità della vita.

Soggetti chiamati, oltre che ad un contributo economico, a controllare con la loro partecipazione la vita della “cooperativa” nella quale ogni partecipante conta per uno a prescindere dalla sua ricchezza , importanza , carica istituzionale  o titolo nobiliare che dir si voglia, insomma una forma di democrazia economica che lavora per la trasformazione dell’attuale modello basato sulla finanziarizzazione della società e delle menti degli individui.

Nei prossimi mesi si faranno parecchie presentazioni di Terre di Reggio Emilia sia ai soggetti sopra citati che a semplici cittadini chiunque sia interessato a partecipare può mandare i propri dati cognome nome email e telefono a ilgabbianore@gmail.com e prima o poi sarà chiamato.

Marco Salardi

Terre di REGGIO